mercoledì 21 luglio 2010
(Post n° 380) Cartoline dall'Heineken Jammin' Festival
Checché ne dica Roberto De Luca, colui che sta dietro, ma non davanti, all'organizzazione, l'Heineken Jammin' Festival non è stato un granché come evento. Parcheggi lontani chilometri, posizione del palco opposta ai cancelli di entrata, disagi per il traffico della città di Mestre e per i residenti del quartiere limitrofo all'evento, scarsità di mezzi pubblici dedicati, file interminabili agli stand gastronomici, parte del prato destinato al pubblico infossato, e se ci mettiamo pure che i Pearl Jam ormai sembrano ricalcare le orme musicali di Ligabue... Secondo l'organizzatore, si può andare al festival "per fare altro, vista l'enormità del luogo ci si può isolare per leggere un libro o andare nella collineta al ristorante!". Il che, fa il paio con un'altra affermazione: "sono passati non solo tanti decenni dal mitico festival di Woodstock, ma anche i motivi del perché si scelga di andare a un festival rock, perché sono decaduti quei significati di natura socio-politica che muovevano migliaia di giovani verso questo tipo di manifestazioni". E' proprio così: nessuno a Woodstock si sarebbe mai sognato di andare al ristorante nella collinetta. E quali sono i "motivi socio-politici" che non ci sarebbero più nei giovani d'oggi? La comunanza, l'aggregazione, la fratellanza. Basti pensare che abbiamo avuto delle noie con alcune persone soltanto perché eravamo romani. Insomma, un evento tutto sommato deludente e un'esperienza da non ripetere, con le uniche note positive nella grinta degli Skunk Anansie e nella tecnica di Ben Harper (da notare la sua maglietta, Io non me ne frego, in italiano). Un evento che ha sfigurato con la vicina kermesse a Piazzola sul Brenta, dove la sera prima si è esibito Ozzy Osbourne, dove i parcheggi erano vicini e tutto ha funzionato bene e dove Ozzy non lo vedevi con il cannocchiale... Caro Roberto De Luca, ce ne sbattiamo della possibilità di "customizzare le skeakers", come dici con linguaggio da marketingaro per acchiappare il più possibile, ce ne sbattiamo del ristorante e della collinetta, ce ne sbattiamo della tua bella Heineken, perché se per te la musica è soltanto intrattenimento e gioisci quasi della sua distanza con le persone reali, se Woodstock per te è soltanto una realtà "lontana molti decenni", se per te tutto è soldo, per noi no.
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