In questa sezione troverete post riguardanti la cultura in senso ampio del termine, una cultura che viene dal basso e dall'osservare lo svolgersi della realtà a ritroso rispetto allo scorrere del tempo. ...............................................................................................................................................................................................................
lunedì 19 luglio 2010
(Post n° 378) I libri impalpabili e i soliti noti
Seguo con interesse la questione dei libri digitali da un po' di tempo e devo dire che in Italia, come al solito, sarà un mercato piuttosto chiuso, dominato dalle solite etichette note. Seguo la questione da lettore vecchio stampo, anche se non sono così vecchio, un lettore che crede che il feticcio non sia la colla o la carta o altro, ma che sia la merce nella nostra testa, un lettore che per lavoro ha a che fare con monitor e computer e che quando fa qualcosa per se stesso vuole proprio cambiare media, vuole mettersi ad un tavolo e perché no accendere una candela. Quello che non sopporto della tecnologia è che deve NECESSARIAMENTE soppiantare la precedente, nel mercato e nella nostra testa, come ad esempio è successo ai dischi in vinile con i cd, e che non possa coesistere e concorrere ad armi pari e che anzi la "vecchia" tecnologia debba essere considerata, al pari di chi la usa o la ama, RETROGRADA, con gli occhi bendati e con la caparbietà sorda tipica di chi non vuole vedere i cambiamenti. Ma, come alcuni pensatori che scrivevano e leggevano sulla carta hanno ampiamente dimostrato, l'idea positivista che legava inscindibilmente progresso e cambiamento è sostanzialmente fallace, altrimenti si dovrebbe pensare che possa esistere una versione più buona e cibernetica della pasta all'amatriciana, con il pecorino infuso tramite caricabatterie. E dunque, qual è la vera rivoluzione? Spostare, in nome dei costi mi pare di capire, la nostra attenzione sul libro impalpabile o scoprire che in realtà i costi dei libri sono lievitati soltanto in nome della legge del profitto?
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venerdì 16 luglio 2010
(Post n° 377) Impressioni accaldate
Ciao Emiliano, ti scrivo questo messaggio per rilasciare il mio commento su entrambi i libri (non-racconti mai scritti e storie radioattive). Come ti avevo accennato in precedenza, mi piaceva molto di piu "storie radioattive" e dopo aver finito la mia lettura, confermo la mia idea. Secondo il mio modesto parere, "non-racconti mai scritti", anche se i racconti hanno un qualcosa in comune (alienazione dell uomo contemporaneo, o sbaglio?), è abbastanza surreale e credo che poche persone possano estrapolare il senso e capire il contenuto di tutte le storie. Le storie che mi son piaciute particolarmente di questo libro sono: "Il clown", "Storia di due ragazzi", "La lumaca marina", "La ricorrenza. Ovvero, Giorni di sangue", "Lettera a Holden", "Lettera a un personaggio famoso" (credo la storia piu bella), "Sette ritratti" e "L ultimo pollaio". Il libro "Storie radioattive" l'avevo preferito perché è fatto di diversi racconti "realistici", nel senso che si riferiscono a fatti accaduti o che possano accadere nella realta materiale, non virtuale... il linguaggio che usi è piu semplice e concreto e alla portata di diverse persone. Questo libro ti prende di più e coinvolge in modo maggiore, perche ti immedesimi e fai tuo il personaggio preferito. Mi capisci? I racconti che mi son piaciuti tanto e appassionato sono: "I simulacri e il reliquiario", "Gli spartiacque","Di rosso vestita", "La strega e il gatto","Lettera sulla magia", "Fotografando il tempo", "Ho incontrato Pasolini", "Il monopolista democratico", "Il viaggio in Corsica", "Il destino dello scrittore","L uomo che non sapeva vivere" e "Come ci si libera da un incantesimo?". Ciao e a presto. Maria Rosaria Vitiello
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lunedì 12 luglio 2010
(Post n° 373) Occhiali per una chimera
Un Woody Allen in grande forma, ci ha traghettati verso una serata birrifera, culminata all’interno di un boccale da un litro di HB. La magia della serata non ha tardato a farsi sentire, trasformandoci in una biondina aspirante morta e in un dandy aspirante mutante. La bella e la bestia in versione Monaco, probabilmente. Anche se la birreria era chiaramente italiana, la bella era svedese e la bestia americana. Alla fine della birra, tutto è tornato come all’inizio, la bella e la bestia in versione romana: dalla finzione di Woody Allen siamo tornati alla nostra.
Tratto da Il Tempo Stinge, edito da Il Rovescio editore
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sabato 3 luglio 2010
(Post n° 369) Il caso Roswell: la congiura del silenzio
3 luglio 1947. A 70 miglia da Roswell, remota località del New Mexico, W.W. Mac Brazel, un cow boy impiegato presso il ranch della famiglia Foster, avvertì una forte esplosione e rinvenne fuori dalla sua proprietà degli strani resti metallici. La fattura anomala dei frammenti lo spinse a sottoporli all’attenzione dello sceriffo George Wilcox, che a sua volta li fece analizzare dalla base militare di Roswell. Il primo responso dei militari, nella persona del maggiore Jesse Marcel, fu che quei resti non appartenevano ad un manufatto umano bensì ad una “astronave”.
Il tenente Walter Haunt che curava le pubbliche relazioni della base fu autore del famoso comunicato stampa dell’8 luglio 1947 in cui si parlava appunto di “disco volante”.
Lo stesso 8 luglio, il quotidiano Roswell Daily Record uscì con il titolo in prima pagina che recitava: “RAAF cattura un disco volante in un ranch della regione di Roswell”. La notizia bomba del ritrovamento di un UFO fu stroncata il giorno successivo dal comunicato ufficiale dell’Aeronautica Militare statunitense che riportò tutto nell’ordinario, affermando che i resti ritrovati altro non erano che appartenenti ad un pallone sonda aerostatico usato per rilevamenti meteorologici. Questa versione ufficiale divulgata dal Generale Roger Ramey chiuse per molto tempo il sipario sull’incidente di Roswell.
Le testimonianze dei militari e di alcuni civili che assistettero ai fatti non possono però essere cancellate e parlano di una storia completamente diversa e molto meno “normale”.
Una coppia di coniugi, i Wilmot, affermarono che un mese prima dello schianto, lungo la strada per Roswell, avevano avvistato un veloce oggetto lampeggiante, dalla forma ovale, emanante una forte luce ma nessun rumore.
Due settimane prima dell’incidente di Roswell, il pilota civile Kenneth Arnold si imbatté in un gruppo di nove oggetti metallici che volavano in formazione. Calcolò che volassero ad una velocità tre volte superiore quella di qualunque jet. Li descrisse come dei dischi lanciati sull’acqua.
Lo stesso Mac Brazel affermò inizialmente che i resti metallici ritrovati nella sua proprietà erano extraterrestri ma, dopo circa una settimana in cui fu trattenuto dall’aeronautica, ritrattò tutto.
Oltre ai resti della presunta astronave si parlò anche del ritrovamento dei corpi che l’avrebbero occupata. Proprio di questi ritrovamenti avrebbe trattato un telegramma inviato dall’FBI nel luglio 1947 all’allora direttore del Bureau, J.Edgar Hoover.
Altra testimonianza sarebbe quella di Milton Sprouse, caporale e meccanico della Army Air Force nell’estate del 1947. Sprouse dichiarò che circa 500 soldati furono inviati sul luogo dell’incidente a setacciare minuziosamente l’area in cerca di reperti “innaturali”. Sprouse fu trattenuto a Roswell col suo bomber B-29 a disposizione in caso di necessità e i membri del suo gruppo gli raccontarono al ritorno dal setacciamento di aver effettivamente visto qualcosa di veramente strano. Parlarono di un materiale molto malleabile, all’apparenza un foglio metallico che poteva essere piegato e accartocciato senza mai stropicciarsi. Anche il maggiore Marcel, alla fine degli anni ’70, ammise di aver visto con i suoi propri occhi quello stranissimo tipo di materiale simile al metallo ma con le proprietà di un tessuto e ammise di avervi visto incisi dei simboli simili a geroglifici. Sprouse credette ai suoi compagni anche quando gli riferirono di cinque corpi verdi di piccole dimensioni recuperati con l’UFO.
Un sergente, due dottori e due infermiere furono incaricati di effettuare l’autopsia su uno di questi corpi per capire “come funzionava”. Il giorno dopo tutta l’equipe in questione sparì con destinazione sconosciuta e non se ne seppe più nulla. Sprouse parlò anche con il proprietario di un’agenzia funebre, Glenn Dennis, al quale i militari avevano richiesto un certo numero di bare da bambino. I resti furono quindi caricati su aerei militari e trasportati alla base Wright Patterson nell’Ohio, nel misterioso Hangar 18.
La versione ufficiale del pallone sonda mise tutto a tacere fino al 1991, anno dell’uscita del libro “UFO-crash a Roswell” degli ufologi Kevin Randle e Donald Schmitt. A riportare alla ribalta la vicenda furono però soprattutto i filmati delle autopsie degli alieni giunti nelle mani del produttore inglese Ray Santilli. Dei due video solo uno fu trasmesso nel 1995 da Fox Tv e subito analizzato minuziosamente dagli esperti fu liquidato come un clamoroso falso. Nel 2006 Santilli rilasciò un’intervista in cui ammise di aver falsificato il filmato dopo aver, per incuria, rovinato quello originale. La sua smentita non convinse gli ufologi.
Di fronte a queste nuove pressioni dell’opinione pubblica il governo statunitense pubblicò nel 1994 una relazione “Rapporto Roswell: Fatti e non fantasie nel deserto del Nuovo Messico” dove si riconduceva il caso Roswell al Progetto Mogul, allora segretissimo, consistente nell’uso di palloni in grado di raggiungere quote elevatissime e dotati di sensori per percepire eventuali esplosioni nucleari sovietiche. Il governo ammetteva così che la storia della sonda meteorologica fosse una copertura ma non per nascondere presenze extraterrestri.
Nel successivo rapporto del 1997 “Roswell, caso chiuso” si fa riferimento al presunto ritrovamento di corpi alieni, riconducendo il tutto al ritrovamento di manichini da crash test, usati nelle operazioni “Lanci ad alta quota”, con i quali si testavano equipaggiamenti per piloti ed astronauti. Il fatto che tali esperimenti fossero stati svolti non prima del 1954 fu liquidato come una normale tendenza della gente a confondere le date!!
L’incidente di Roswell resta uno dei tanti misteri seppelliti sotto il deserto dell’Area 51, dove si dice i resti siano conservati dopo essere stati trasferiti da Wright Patterson. La “congiura del silenzio” ha funzionato ancora una volta. Qualcuno però ha visto e in molti hanno iniziato a raccontare la propria verità.
Helenia Russu
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Sono le tre mie poesie inserite nella raccolta Poesie per la vita, il cui ricavato andrà completamente all'AISMME. Comprarlo significa qualcosa per molti bambini!
Le parole Mi è sempre piaciuto parlare con parole di altri. Grandi, melodiose e toccanti. Ho sempre vissuto ammirato il miracolo alfabetico. Un giro, un volo, una carezza. Adesso, solo, nel tempo, preferisco le mie parole. Seppur esili, timide e fugaci.
Una poesia ritrovata Occhi pesanti che guardano e anche no. Vero sguardo che esce da fessure quotidiane. La vita che, sempre, deve tirare fuori la testa dall’acqua.
Una forma di salire Una speranza. Una mano. Energia zero. Tutto per trovare una forma di salire. Strada insieme per non scordare. Salita, fatica e amore. Due corpi, uno sguardo. E un sentiero.
La forma dell'anima.
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Se avessi un software che scrivesse al posto mio, se avessi qualche anno di meno e qualche ora di sonno da perdere, se non avessi la panza, se i miei gatti fossero capaci di aprirsi le scatolette, se i pesci potessero uscire dall'acqua e mangiare direttamente dal barattolo, se i muratori lavorassero da soli, se il caffé uscisse già in tazzine zuccherate, se non ci fosse il capitalismo, se la lettura fosse istantanea, se l'amore fosse facile, se le donne fossero facili, ma non nel senso che state pensando, se fossi facile io, allora potrei avere una vita virtuale più pronunciata, o solo potrei scrivere post più lunghi e con meno cazzate.
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lunedì 24 maggio 2010
(Post n° 339) L’importanza delle parole
In Italia: - Ciao amore, andiamo all’Outlet de Collefero? - Che fico, che idea fantastica! Amore, che fortuna ho avuto ad incontrarti!
In America: - Ciao amore, andiamo allo Scarto di Iron’s Hill? - Ma che schifo! Gira la macchina e annamo a casa!
Tratto da Il Tempo Stinge, edito da Il Rovescio editore
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