Archivio, sezione Il Tritalibri

In questa sezione troverete recensioni di libri. Ma saranno un po' diverse dal solito. Intanto sono fatte da chi i libri li compra (o li prende in prestito dagli amici e non li restituisce!) ma non da chi li riceve gratis dagli editori. Perché gli unici che hanno il diritto di criticare un libro sono i clienti, cioè i lettori. Tutti gli altri sono gli addetti ai lavori e, di solito fra loro non si mordono (nun se mozzicheno! Come dicono a Roma). Ovviamente non faremo critiche del tipo "questo libro fa schifo!" a meno che non faccia schifo davvero, ma in quel caso perché l'avete letto fino in fondo? Non avete niente di meglio da fare? Non ci saranno vincoli di genere, si può commentare anche un libro di cucina e in quel caso si può, anzi si deve, dire se fa schifo... Ovviamente non è obbligatorio essere negativi, si può anche parlare di un libro che ci è piaciuto, che ci ha cambiato la vita. E se leggete sicuramente vi sarà capitato.
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lunedì 28 giugno 2010 (Post n° 365)
Jonathan Littell - Le benevole

Jonathan Littell - Le benevole - recensioni, nazismo, libri

A suo tempo, quando uscì (2006-2007), il libro fu preceduto e sostenuto da una massiccia campagna giornalistico-pubblicitaria sul fatto che fosse un libro sul nazismo visto dalla parte dei nazisti, che il personaggio principale fosse basato sul neonazista belga Leon Degrelle e che fosse un libro scomodo e da leggere assolutamente. Inoltre, il libro è corredato da una frase di Marc Fumaroli, un intellettuale francese molto apprezzato in patria e fuori, che sembra non si sia più mosso prima della parola fine. Ecco, sono riuscito a leggere 124 pagine su 943, faticando non poco e non buttando alla fine il libro solo perché mi è costato 24 euro e perché dovevo scriverci una recensione (questa). Il libro è noioso, didascalico, pesante e non aggiunge nulla della conoscenza storica del nazismo che si può avere studiando libri ben strutturati come "Lo stato nazista" di Frei, "Hitler e l'enigma del consenso" di Kershaw, "il nazismo magico" di Galli, "Uomini comuni" di Browning. Soprattutto quest'ultimo, poco diffuso e poco conosciuto, è stato sicuramente saccheggiato da Littel. La cosa curiosa è che "Uomini comuni", pur essendo un libro di storia, è molto, ma MOLTO più coinvolgente del libro di Littell, che risulta con il ritmo tipico dei pachidermi e con il pathos tipico dei lombrichi. E poi il punto di vista non è così sconvolgente come è stato dipinto da chi ha montato il caso letterario da trasformare in caso economico, giusto per vendere qualche copia in più, visto che il protagonista si caca già dopo poche pagine. Nel complesso, non una buona lettura che consiglio di smettere appena le prime spade hanno cominciato ad infilarvisi nella schiena e nel c... Come? Sono troppo scurrile? Va bene, ci sto, ma è giunta l'ora di dire a Fumaroli che il libro è finito e che adesso può anche smettere di fissarlo.

I'm Wide Awake (sono ben sveglio)

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giovedì 24 giugno 2010 (Post n° 362)
Cormac McCarthy - La Strada

Cormac McCarthy - La Strada - strada, romanzi, libri, vino

Un film deludente per un libro mediocre. Sì, un buon sottotitolo. Il libro è talmente mediocre da sembrare uno di quelli commissionati da Mondadori per la collana "Strade blu" (Sì, quella di Saviano...). Il libro di McCarthy non convince fin dalle prime righe, risultando approssimativo, con i personaggi che sembrano uno la copia dell'altro e con un bambino che parla come un adulto e con la parola "ok" sempre in mezzo, con i due personaggi principali (padre e figlio, guarda che culo, in un mondo dove quasi nessuno è sopravvissuto proprio due consanguinei riescono a farlo...) che fanno il bagno in acque sottozero e NON muoiono, con il padre del bambino che nonostante la malnutrizione riesce a spingere un carrello della spesa SULLA NEVE, insomma tutte cose che fanno vedere la telecamera, come diceva Pasolini, o che non fanno scattare l'illusione verosimile, come diceva King. Ma non sono questi gli aspetti più pericolosi del libro. Di gran lunga peggiori risultano infatti le conclusioni dello stesso, con la società borghese e con la sua mentalità che ne escono addirittura FORTIFICATE, come se fossero estranee al processo di distruzione del mondo. E la presenza imbarazzante di Dio, una presenza stucchevole, come se non potesse esistere un mondo senza Dio o come se il creatore (onnipotente) di un mondo non ne fosse anche il principale responsabile.
Il che ci porta all'aspetto commerciale del libro. Perché se tutto si risolvesse in una cattiva lettura senza grossi strascichi sarebbe il minimo. Il problema è che questa cattiva lettura è stata pagata ben DICIOTTO euro, che sono veramente troppi per un libro brutto, che punta sul pietismo e che è di 218 pagine. Ma non finisce qui. In un sondaggio apparso su Repubblica, e adesso rimosso, un sondaggio chiaramente commissionato da Einaudi, sono stati votati i migliori dieci libri stranieri del decennio e guarda caso erano quasi tutti di Einaudi, con La strada al primo posto. Come se in questi dieci anni non fossero usciti libri di Roberto Bolano, di Stephen King o di tanti altri che possono venirvi sicuramente in mente. E ancora, leggendo la presentazione che viene fatta nei risvolti di copertina del libro, un lettore potrebbe essere indotto a pensare che quei diciotto euro in fondo sono ben spesi, perché siamo di fronte ad "un'insuperabile creazione", a "parole splendide, precise", ma sono soltanto parole per vendere un vino che nella migliore delle ipotesi è andato a male.
Che dire ancora, magari bisognerebbe leggere libri sullo stesso argomento, o quasi, scritti di gran lunga meglio: la serie della Torre Nera di Sephen King, Io sono leggenda di Matheson, L'ombra dello scorpione sempre di King. Oppure, se si vuole leggere un libro mirabile e per nulla noioso come La Strada, perché ambientato in una stanza e con l'unico personaggio ammanettato al letto (è una donna) si può leggere, sempre di King, Il gioco di Gerald, perché per cercare un senso alle cose non bisogna poi andare così lontano.

I'm Wide Awake (sono ben sveglio)

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venerdì 4 giugno 2010 (Post n° 347)
Spinoza, un libro serissimo

Spinoza, un libro serissimo - spinoza, recensioni, satira

E' uscito il libro satirico di Spinoza.it. Particolarmente interessante il formato scelto: per scovare una tua battuta, devi leggertene 1999 di cui non te ne frega un cazzo!

A parte le battute, il libro satirico tratto dal sito (serissimo) Spinoza.it è un esperimento di scrittura collettiva davvero ben riuscito, con oltre settecento autori fusi insieme in un'unica voce corale, dagli interventi stringati, puntuali e graffianti, ed è un onore, oltre che un piacere, farne parte. In questa cornice, assume rilevanza la scelta di non far seguire il nome dell'autore alla battuta, ma di considerare ogni battuta, ogni pagina di satira corrosiva, come scritta o detta in coro, nel comune obiettivo di fornire una lettura libera e spietata della realtà e dei suoi fatti.

Che dire ancora... bravi gli Spinozetti!

I'm Wide Awake (sono ben sveglio)

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lunedì 17 maggio 2010 (Post n° 334)
Frankenstein - Mary Shelley

Frankenstein - Mary Shelley - Frankenstein, Mary Shelley, narrativa, orrore

C'è chi dice che le paure, e quindi di conseguenza l'orrore, siano sempre le stesse, mentre c'è chi dice che anche le paure, e di conseguenza l'orrore, siano come tutte le faccende umane, cioè soggiacenti a diverse fasi di sviluppo e poi al tramonto. Quale che sia la posizione che preferite, bisogna ammettere che alcune opere gotiche o dell'orrore continuano ad esercitare il proprio fascino anche a distanza di oltre un secolo. Pensiamo al Dracula di Bram Stoker che, nonostante oggi i vampiri vengano dipinti come buoni, mantiene sempre il lettore sulla corda. Oppure pensiamo a Frankenstein, di Mary Shelley. Scritto nel 1818, è ancora oggi uno degli esempi maggiori di romanzo gotico, di come la narrativa e la fantasia possano innestarsi sulle correnti scientifiche della propria epoca, farle proprie e ributtarle fuori rielaborate e fascinatorie,
continuando a parlare anche ad un pubblico lontano nei decenni. Frankenstein, ovvero il Prometeo moderno, è un libro ingenuo, che rifugge ogni dettaglio riguardo allo "schifo" dei particolari, ma è un libro in ogni caso da leggere e a diversi livelli: come punto di osservazione sulla società di inizio '800 e sulla scienza come veniva delineandosi, come esempio di narrazione in prima persona, come esercizio stilistico, come introduzione alla differenza tra un originale (il libro) e i rifacimenti (le decine di film fatti sull'argomento), come semplice lettura piacevole. Infatti, il libro scorre via abbastanza bene, nonostante si riferisse ad un pubblico colto e di un'epoca che non andava di certo alla nostra deprecabile velocità, e non è una cosa da poco. Quanti libri della nostra epoca si inceppano o sono del tutto un grosso rompimento di scatole e una colossale perdita di tempo e una incredibile fonte di inquinamento, mentale e ambientale?

I'm Wide Awake (sono ben sveglio)

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venerdì 7 maggio 2010 (Post n° 329)
Ken Follett - I pilastri della terra

Ken Follett - I pilastri della terra - follett, pilastri, terra, recensioni

Pur essendo un libro non troppo vicino alla mia idea di scrittura e di letteratura, tuttavia I pilastri della terra è un libro che merita sicuramente attenzione. E' un tomo di oltre mille pagine, e di quasi quattrocentomila parole, ma la narrazione è ben tenuta, scorrevole e rigorosa, con buoni dialoghi e una buona introspezione psicologica dei personaggi. Nella produzione dell'autore, I pilastri della terra è un libro atipico, normalmente i suoi argomenti sono lo spionaggio, le macchinazioni, la politica, ecc., ed è sicuramente costato tempo e fatica (fisica ed economica, probabilmente per pagarsi le ricerche), ma il risultato è davvero ottimo, anche in considerazione del fatto che è un libro ancora letto e discusso a ventuno anni dalla sua pubblicazione (è del 1989). La storia, complessa ma non complicata, è sostanzialmente un mistery, sviluppato su un arco temporale che va dal 1123 al 1174, e racconta la storia di alcuni personaggi che si incontrano a più riprese e in modi diversi e cruenti nell'arco delle loro vite, fra carestie e amori, ambizioni di potere e tradimenti, intrighi e guerre civili. Molto interessante è lo sviluppo dell'influenza della Chiesa lungo tutto l'arco temporale della narrazione e nelle macchinazioni per raggiunere e/o conservare il potere. Alcuni personaggi, vedi Jack, Aliena, Tom il costruttore, Philip e Ellen, come detto sono davvero ben tratteggiati e rimangono nella memoria anche dopo la fine della lettura.
Non si rischia tema di smentita se si dice che I pilastri della terra è uno dei migliori romanzi a sfondo medievale.

p.s.
Come al solito, essendo un'edizione Mondadori, cercatene una copia usata!

I'm Wide Awake (sono ben sveglio)

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giovedì 8 aprile 2010 (Post n° 314)
Andrea Camilleri - La scomparsa di Patò

Andrea Camilleri - La scomparsa di Patò - recensioni, libri, camilleri

Isaac Asimov diceva che la cosa che più stimolava la sua creatività era il pensiero di dover restituire l'acconto ricevuto dall'editore.
E infatti negli ultimi tempi mancò solo che pubblicasse anche la lista della spesa.
Speriamo che non accada così anche a Camilleri, ma questo libro è un brutto sintomo.

Diciamo che questo libro non ci è piaciuto.
Ma è poi un libro?
A parte l'aspetto esteriore, copertina, pagine, carta, tutto sembra, ma non certo un libro di Camilleri.
E' una raccolta (finta) di verbali dei carabinieri, ritagli di giornale, estratti dai verbali delle sedute del consiglio comunale di Vigata.
Libro sconclusionato, difficile da decifrare, non diciamo da leggere.
Agli appassionati di epistolari può anche piacere.
Ma l'impressione è quella di tanti pezzi sparsi messi insieme da un anonimo editor.

Diciamo che Camilleri ha scritto cose molto, ma molto più belle e indimenticabili.
Questa qui la possiamo dimenticare senza rimpianti.

(Francesco Pomponio)

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venerdì 2 aprile 2010 (Post n° 311)
Stenio Solinas - L'onda del tempo

Stenio Solinas - L'onda del tempo - recensioni, tempo, libri

Per motivi sconosciuti e non dipendenti dalla nostra volontà, il contenuto del post non è al momento raggiungibile. Riprovare più tardi, grazie.

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